Glossario · Saggio
Perché Alcune Squadre Preferiscono Difendere la Propria Area Invece di Pressare
Cedere il possesso non significa sempre perdere il confronto tattico. Il blocco basso sceglie deliberatamente di difendere basso per comprimere lo spazio vicino all'unica porta che conta.
Non ogni squadra che cede il possesso sta perdendo il confronto tattico. Il blocco basso è una scelta deliberata di difendere in profondità, spesso con tutti e dieci i giocatori di movimento dietro la linea del pallone nella propria metà campo, cedendo territorio e il pallone stesso in cambio della compressione dello spazio a disposizione dell'avversario vicino all'unica porta che conta.
La forma di solito assomiglia a due o tre linee ravvicinate tra loro: una linea avanzata che taglia le linee di passaggio centrali senza pressare alto, una linea di centrocampo compatta poco più indietro, e una linea difensiva abbastanza bassa da far perdere quasi tutto il valore agli inserimenti alle spalle, dato che rimane poco spazio da percorrere prima di arrivare al portiere. Le distanze tra queste linee sono tutto il punto. Un blocco basso ben organizzato mantiene forse venticinque o trenta metri tra la linea avanzata e quella arretrata, invece dei cinquanta o sessanta metri che una squadra che pressa alto può concedere, il che significa che qualsiasi passaggio che batte una linea finisce subito sulla successiva invece di trovare spazio da sfruttare.
È una scelta razionale in condizioni specifiche, non semplicemente un ripiego per le squadre più deboli, anche se viene spesso caricaturata così. Una squadra in difficoltà tecnica o fisica guadagna di più rendendo il campo piccolo e affollato piuttosto che contendere un territorio che difficilmente dominerebbe comunque; ogni metro di campo lasciato gratuitamente all'avversario davanti a un'area ben presidiata non costa nulla alla difesa, dato che bisognerà comunque risolvere lo spazio compresso davanti alla porta, indipendentemente da quanto territorio si domina altrove. È anche una scelta comune per una squadra che protegge un vantaggio nel finale, o per una squadra che ha individuato una debolezza precisa nell'avversario, l'assenza di un vero creatore di gioco contro una difesa assestata, per esempio, e vuole testarla per novanta minuti.
Il costo appare esattamente nei numeri che ci si aspetterebbe. Una squadra chiusa in un blocco basso mostra di solito una quota di possesso bassa e un PPDA basso e passivo rispetto all'avversario, dato che non contende affatto il pallone nel terzo centrale, e la sua produzione offensiva dipende molto dalle transizioni rapide nel momento in cui recupera il pallone, piuttosto che da una costruzione prolungata, perché quella costruzione richiede esattamente lo spazio che il blocco basso ha passato tutta la partita a rifiutare. I numeri di field tilt di una squadra in blocco basso sono quasi sempre molto sbilanciati contro di essa, il che è previsto e non è di per sé un segno di fallimento; l'intera strategia accetta uno squilibrio territoriale come prezzo di un'organizzazione difensiva compatta.
La modalità di rottura è altrettanto precisa. Un blocco basso si spezza quando la compressione stessa viene disfatta, il più delle volte tramite cambi di gioco che costringono l'intera struttura a spostarsi lateralmente più velocemente di quanto possa, dato che un blocco stretto contro un attacco centrale può allungarsi pericolosamente nel momento in cui il pallone cambia lato e la difesa deve coprire la stessa larghezza con lo stesso spaziamento compatto. I calci piazzati sono l'altro punto debole classico, dato che un blocco basso per definizione concentra giocatori esattamente nell'area di rigore, dove un corner o una punizione ben calciati fanno danni, e una squadra che ha passato novanta minuti in una posizione bassa e stretta difende quelle fasi da ferma invece che da un'organizzazione allenata e ripetuta.
Si legge naturalmente accanto al field tilt, che mostra l'ampiezza dello squilibrio territoriale accettato, e al PPDA, che conferma l'assenza di pressing alto.