Glossario · Saggio
Il Sistema di Classifica degli Scacchi Che ha Conquistato il Calcio
Il calcio non ha inventato un sistema per classificare la forza relativa delle squadre. Ne ha preso in prestito uno, quasi identico, dagli scacchi.
Il calcio non ha inventato un sistema per valutare quanto sia forte una squadra rispetto a tutte le altre che potrebbe affrontare. Ne ha preso in prestito uno, quasi integralmente, dagli scacchi, dove Arpad Elo costruì il sistema di classificazione originale negli anni Sessanta per risolvere lo stesso problema di fondo: classificare concorrenti che non si affrontano tutti tra loro, usando risultati ottenuti in momenti diversi contro avversari di forza molto diversa.
Il meccanismo è abbastanza semplice da poter essere calcolato a mano, anche se ormai nessuno lo fa davvero. Ogni squadra parte con un rating. Dopo ogni partita, i rating di entrambe le squadre vengono aggiornati in base al risultato reale confrontato con ciò che prevedeva la differenza di rating prima della partita. Battere un avversario molto più forte fa salire bruscamente il rating, perché il modello è stato sorpreso; battere uno molto più debole lo muove appena, perché quel risultato era già atteso. Perdere contro una squadra data ampiamente per favorita fa crollare il rating, in proporzione a quanto improbabile fosse quel risultato. Il sistema si autocorregge interamente nel tempo: il rating di una squadra è in realtà solo un registro continuo di quanto spesso i suoi risultati abbiano confermato o smentito le attese, rivisto partita dopo partita invece che azzerato a ogni stagione.
La versione calcistica, mantenuta nel modo più visibile da progetti indipendenti come il sito World Football Elo Ratings piuttosto che da un ente ufficiale, aggiunge alcuni aggiustamenti specifici per lo sport di cui gli scacchi non hanno mai avuto bisogno: una ponderazione per il margine di vittoria, dato che un 4-0 dice più di un 1-0 sulla forza relativa, una ponderazione per l'importanza della competizione, dato che una partita di Coppa del Mondo sposta di solito i rating più di un'amichevole di routine, e spesso un aggiustamento per il fattore campo, dato che giocare in trasferta è un compito realmente più difficile che il modello deve considerare prima di giudicare un risultato.
Il fascino del rating Elo, rispetto a qualcosa come un ranking FIFA rigido basato su formule a punti per competizione, è che non ha barriere artificiali né confini di categoria. Il rating di una squadra riflette semplicemente il peso accumulato di tutto ciò che ha fatto contro tutti quelli che ha affrontato, ponderato in base a quanto fosse sorprendente ogni risultato nel momento in cui si è verificato, il che tende a produrre classifiche che superano un test di coerenza di base anche per squadre che non giocano nelle competizioni che un sistema a punti più burocratico premia pesantemente. È anche un sistema realmente predittivo in un modo in cui i semplici bilanci vittorie-sconfitte non lo sono, dato che l'intero sistema è costruito attorno alla stima delle probabilità di vittoria per le partite future, non solo alla descrizione del passato.
Ha anche limiti reali. Il rating Elo non ha memoria di cambi di rosa, infortuni, nomine di allenatori, o di qualsiasi altra cosa possa rendere una squadra significativamente diversa dalla versione di se stessa che ha guadagnato il rating attuale sei mesi prima; conosce solo i risultati, e una squadra che ha silenziosamente ricostruito l'intera rosa porta ancora il rating accumulato della squadra che esisteva prima di quella ricostruzione, aggiustandosi solo gradualmente man mano che arrivano nuovi risultati. È anche solo uno dei diversi modelli concorrenti, alcuni incorporano la qualità individuale dei giocatori, i valori di mercato, o dati di prestazione più dettagliati invece dei soli risultati, e diverse implementazioni dell'Elo possono discordare in modo significativo a seconda di come pesano il margine di vittoria, l'importanza della competizione, e quanto lasciano muovere i rating per partita.
Usato con criterio, il rating Elo è uno dei modi più onesti per rispondere a una domanda semplice, quanto è forte questa squadra oggi rispetto a tutte le altre, basandosi puramente su ciò che è realmente successo in campo. Usato come parola definitiva in un dibattito su quale squadra sia davvero la migliore al mondo, incontra lo stesso problema di ogni sistema di classifica a numero singolo: appiattisce una domanda realmente complessa in un'unica cifra, e molto si perde in quell'appiattimento.
Si legge utilmente accanto ai punti attesi, che valutano la forma su una partita o una stagione piuttosto che sull'intero storico dei risultati.