Glossario · Saggio

La Classifica Che Ignora Chi Ha Davvero Vinto

Una vittoria vale tre punti, che una squadra abbia dominato dall'inizio alla fine o sia sopravvissuta grazie a due parate straordinarie. I punti attesi conservano questa informazione.

Tre barre verticali di altezze diverse che rappresentano le probabilità di vittoria, pareggio e sconfitta usate per calcolare i punti attesi.
Immagine: Touchline Notes

Una vittoria vale tre punti, che una squadra abbia dominato dall'inizio alla fine oppure se la sia cavata grazie a due parate straordinarie e a un gol deviato nei minuti di recupero. Questo appiattimento del risultato è utile per stilare una classifica, dato che serve pur sempre un campione e delle retrocesse, ma cancella quasi tutta l'informazione su come quel risultato si sia realmente prodotto. I punti attesi, xPts, sono un tentativo di conservare quell'informazione.

Non esiste ancora un termine italiano consolidato per questa statistica; la maggior parte delle fonti italiane mantiene l'abbreviazione inglese "xPts" o parla semplicemente di "punti attesi" senza che nessuno dei due si sia davvero imposto. Qui usiamo "punti attesi" a titolo indicativo.

Il calcolo parte dall'xG di entrambe le squadre in una partita e fa girare un modello di probabilità, in pratica un numero enorme di versioni simulate di quella stessa partita basate sui due totali di xG, per determinare con quale frequenza una squadra con quel profilo di tiri vincerebbe, pareggerebbe o perderebbe. Una squadra che genera 2,1 xG contro 0,6 dell'avversario vincerà la simulazione nella grande maggioranza dei casi, ottenendo quindi quasi tre punti attesi pieni, anche nella partita specifica in cui il risultato reale è stato un pareggio 1-1 per un errore difensivo o un lampo di genio dall'altra parte. Sommando i punti attesi lungo una stagione si ottiene una classifica alternativa, costruita sulla qualità delle occasioni create e concesse piuttosto che su ciò che è realmente entrato.

Il valore di questa seconda classifica è soprattutto diagnostico. Una squadra ben al di sotto del proprio totale di punti attesi, che ottiene meno punti reali di quanto suggeriscano le sue prestazioni di base, è di solito o in un momento negativo sotto porta, o vittima di gol subiti che il suo processo difensivo non spiega, o semplicemente in un periodo sfortunato che tende a correggersi con un numero sufficiente di partite. Una squadra ben al di sopra del proprio totale di punti attesi sta spesso beneficiando dello stesso tipo di varianza che alla lunga si corregge, che si tratti di un attaccante che supera il proprio xG per qualche mese o di un portiere nel periodo migliore della carriera. Nessuna delle due situazioni emerge chiaramente nella classifica vera, che racconta solo cosa è successo, non cosa sarebbe dovuto succedere date le occasioni di entrambe le parti.

È anche per questo che i punti attesi tornano così spesso nei dibattiti sull'esonero di un allenatore, nel bene e nel male. Un club i cui risultati reali sono crollati mentre il totale di punti attesi resta dignitoso ha un argomento solido per dire che il gioco di base è buono e i risultati sono un problema temporaneo, mentre un club che raccoglie risultati ben oltre quanto meritano le sue prestazioni si trova in una posizione molto più fragile di quanto suggerisca la sola classifica, dato che quel divario tende prima o poi a richiudersi da solo, di solito in un momento scomodo per chi veniva accreditato dei risultati finché sono durati.

Il modello ha limiti reali da riconoscere onestamente. Vale solo quanto valgono i numeri di xG che lo alimentano, e non ha modo di considerare una squadra che gestisce le partite in modo specificamente intelligente, proteggendo un vantaggio controllando i ritmi invece di continuare a creare occasioni una volta in vantaggio, il che può far sembrare statisticamente peggiore una squadra intelligente ed esperta rispetto a una squadra caotica che continua a generare, e concedere, occasioni di grande valore fino al triplice fischio indipendentemente dal punteggio. Tratta anche ogni partita come un evento indipendente con una distribuzione fissa vittoria-pareggio-sconfitta, una semplificazione ragionevole ma non una descrizione perfetta di come la dinamica, la stanchezza o gli aggiustamenti di un allenatore durante la partita plasmino davvero un risultato.

Usati bene, i punti attesi offrono una memoria più lunga su una stagione di quanto faccia la sola classifica, un modo per chiedersi se i risultati del mese scorso riflettessero le prestazioni del mese scorso o fossero solo fortuna. Usati con superficialità, diventano un altro numero gettato in un dibattito che in realtà riguardava qualcos'altro, di solito se un allenatore debba conservare il posto.

Si appoggiano direttamente sull'xG, e si leggono utilmente accanto al rating Elo, che valuta la forza di una squadra su un orizzonte più lungo della sola ultima partita.