Glossario · Saggio

Non Ogni Passaggio in Avanti È un Vero Progresso

La distanza sul campo non è la stessa cosa del pericolo. L'xT valuta ogni passaggio e corsa in base a quanto aumenta davvero la probabilità di segnare.

Una griglia di zone in sfumatura dal beige al rosso, che mostra il valore di minaccia assegnato a ogni zona del campo.
Immagine: Touchline Notes

Un passaggio laterale di quindici metri nella metà campo avversaria può valere più di un lancio di quaranta metri in avanti, e l'xT, expected threat, è la statistica pensata per spiegare perché. La maggior parte dei tifosi, guardando dal vivo, giudica il progresso dalla distanza: più un passaggio o una corsa fa avanzare il pallone, meglio sembra. L'xT giudica il progresso dal pericolo, e le due cose non sempre coincidono.

Non esiste ancora un termine italiano consolidato per l'xT. Alcune fonti parlano di "minaccia attesa", una traduzione ragionevole ma non ancora diffusa, mentre la maggior parte della copertura specialistica italiana mantiene semplicemente "expected threat" o "xT" senza tradurre. Qui usiamo "minaccia attesa" a titolo indicativo, consapevoli che non è ancora un termine condiviso.

Il modello divide il campo in una griglia, circa dodici zone in larghezza per sedici in profondità, e assegna a ogni zona un valore basato sulla probabilità che un possesso palla iniziato lì finisca in gol, calcolato su un campione enorme di possessi storici. Una zona appena fuori dall'area piccola ha un valore alto perché i possessi che ci arrivano si trasformano spesso in gol. Una zona vicino al proprio calcio d'angolo ha un valore quasi nullo. Ogni volta che un giocatore passa o porta il pallone da una zona all'altra, l'xT gli accredita la differenza di valore tra le due zone. Portare il pallone da una zona a basso valore a una ad alto valore crea pericolo. Spostarlo lateralmente tra due zone di valore simile crea pochissimo, anche se il passaggio sembrava tagliente.

Questo distingue l'xT da un semplice conteggio di passaggi progressivi. Un passaggio dal centrocampo verso un terzino trenta metri più avanti copre molta distanza, ma la fascia trenta metri più avanti non è una zona particolarmente pericolosa in cui ricevere palla, quindi il valore di xT resta modesto. Un passaggio di cinque metri che trova un centrocampista che si gira nello spazio tra i difensori centrali e il play avversario, la zona a volte chiamata mezzospazio, può valere molte volte di più, perché quella zona si trasforma in tiro molto più spesso. La distanza è quello che segue l'occhio. Il valore della zona è quello che segue il modello, ed è di solito il miglior indicatore del pericolo reale.

Le corse contano come i passaggi, il che conta per i giocatori il cui contributo principale è portare il pallone piuttosto che distribuirlo. Un dribblatore che salta un difensore e avanza dal centrocampo fino all'area accumula xT allo stesso modo di un passatore che sposta il pallone attraverso le stesse zone. È in parte per questo che la statistica è diventata popolare nel valutare esterni e centrocampisti palla al piede il cui valore non emerge chiaramente dai numeri di assist o gol. Cattura il valore della costruzione che ha reso possibile un'occasione successiva, non solo l'ultimo passaggio prima del tiro.

Il modello ha limiti reali. Conosce solo la zona in cui il pallone è partito e dove è arrivato, non cosa è successo nel mezzo, quindi un passaggio rischioso tra tre difensori e un passaggio sicuro verso spazio libero ricevono credito identico se coprono le stesse zone. Tratta anche i valori di zona come sostanzialmente universali, mentre in pratica un blocco basso difende le zone pericolose in modo diverso da una linea alta, e la probabilità reale che un possesso da una zona finisca in gol dipende da chi difende. I modelli pubblici di solito non si adattano a questo contesto specifico per l'avversario.

Quello che l'xT fa bene è rendere visibile un tipo di contributo che le statistiche grezze di passaggio ignorano completamente: il passaggio prima dell'assist, la corsa che ha tirato fuori posizione un difensore, il cambio di gioco che questa volta non ha portato a un tiro ma che nell'arco di una stagione ci porta con regolarità. Premia il posizionamento pericoloso del pallone, che è essenzialmente ciò che significa una buona costruzione di gioco, anche quando il tabellino non lo mostra.

Si affianca naturalmente a un semplice conteggio di passaggi e corse progressive, che segue lo stesso movimento in avanti senza pesare quanto sia davvero pericolosa ogni zona, e alla verticalità, che misura quanto direttamente, non quanto pericolosamente, quel movimento attraversa il campo.