Moduli e ruoli · Analisi

Doppio mediano: la coppia davanti alla difesa

Il doppio mediano è la coppia di centrocampisti davanti alla difesa, tipica del 4-2-3-1. Come si dividono i compiti, esempi da Pirlo-Gattuso a Pjanic-Khedira.

I due mediani del 4-2-3-1 evidenziati davanti alla difesa.
Immagine: Touchline Notes

Il doppio mediano è la coppia di centrocampisti che gioca davanti alla difesa, uno accanto all'altro o leggermente sfalsati. Protegge la zona più preziosa del campo, quella davanti ai centrali, e offre i primi appoggi quando la squadra costruisce. È il cuore del 4-2-3-1, ma compare anche nel 4-4-2 e davanti a una difesa a tre.

In Italia si dice anche «doppio pivot», calco dello spagnolo doble pivote, e i siti di tattica usano le due espressioni come sinonimi. La parola italiana però ha una storia più lunga. Il mediano, nel nostro calcio, è da sempre il centrocampista di fatica, quello che recupera palloni e li consegna a chi sa giocarli. La voce di Wikipedia sul 4-2-3-1 lo dice in modo semplice: i due centrocampisti più arretrati fanno da mediani e devono collaborare sia in interdizione sia in spinta. È proprio quel «collaborare» il punto del ruolo.

Un uomo che recupera e uno che imposta

Il modo tradizionale di dividersi il lavoro è un uomo che recupera e uno che imposta. L'esempio italiano più famoso è la coppia dell'Italia campione del mondo nel 2006. Nel 4-4-1-1 di Marcello Lippi, Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso stavano insieme davanti alla difesa, ma facevano due mestieri diversi. In costruzione Pirlo si abbassava come vertice basso e dirigeva, Gattuso aggrediva e recuperava palloni. Contro un trequartista pericoloso, uno usciva in pressione e l'altro proteggeva il centro. Non erano simmetrici, ed è per questo che funzionavano.

Un altro esempio viene dalla Juventus di Massimiliano Allegri. Dal gennaio 2017, a partire dalla partita con la Lazio, Allegri passò con continuità al 4-2-3-1: Miralem Pjanic e Sami Khedira davanti alla difesa, Gonzalo Higuain centravanti e Mario Mandzukic adattato sulla fascia sinistra. Con quattro giocatori offensivi davanti, la coppia di centrocampo doveva reggere l'equilibrio di tutta la squadra. Quella Juventus arrivò fino alla finale di Champions League, persa contro il Real Madrid.

Mai sulla stessa linea

Qualunque sia la divisione, la regola è una: i due non devono stare sulla stessa linea nello stesso momento. Quando uno sale per pressare o accompagnare l'azione, l'altro resta. Quando uno va incontro al centrale per ricevere, l'altro si mette in diagonale, dietro o davanti, così la coppia offre sempre due linee di passaggio invece di una. Due mediani fermi uno accanto all'altro, che chiedono entrambi la palla sui piedi, si marcano facilmente e non servono ai centrali. Un solo avversario può nasconderli entrambi nella propria ombra.

Il doppio mediano con e senza palla

Con il pallone, il doppio mediano è la prima piattaforma della costruzione dal basso. Contro due punte, uno dei due può abbassarsi tra i centrali o al loro fianco e creare una linea a tre, mentre l'altro resta oltre la prima pressione. Contro una sola punta possono restare entrambi alti e formare un quadrato con i centrali. Un regista può far parte della coppia, a patto che il compagno offra qualità diverse.

Senza palla la coppia scherma i passaggi verso i giocatori più pericolosi, quelli che vogliono ricevere tra le linee in zona 14 e nei mezzi spazi. Copre alle spalle dei terzini saliti e, con i due centrali, forma il blocco al centro della difesa preventiva quando il resto della squadra attacca. Questa sicurezza è ciò che permette al trequartista del 4-2-3-1 di avere pochi compiti difensivi. Il pericolo è la doppia uscita: se escono tutti e due sul portatore, la zona davanti ai centrali resta vuota.

Il confronto con il mediano unico

Il confronto che conta è con il mediano unico del 4-3-3. Un solo vertice basso libera un uomo in più davanti, con più presenza tra le linee e un pressing più alto. Ma deve coprire da solo tutta la larghezza, e gli spazi ai suoi lati sono i primi che l'avversario cerca. Due mediani chiudono quegli spazi al prezzo di un uomo in meno avanti. Il doppio mediano è più prudente, il mediano unico più ambizioso, e molte squadre passano dall'uno all'altro durante la partita a seconda del risultato.

Il costo è soprattutto ciò che toglie. Se entrambi restano troppo bassi, la squadra ha pochi uomini che attaccano oltre la palla, il trequartista resta isolato e il blocco si spezza in due. Contro un centrocampo a tre, poi, la coppia può trovarsi in inferiorità se il trequartista non rientra ad aiutare.

Il doppio mediano spesso unisce un giocatore di posizione a uno più dinamico. Il secondo si avvicina al centrocampista box-to-box: accompagna l'azione e si inserisce in area mentre il compagno resta davanti alla difesa.

Giocare con uno o due mediani è una scelta che ha un costo da entrambe le parti: copertura davanti alla difesa contro giocatori liberi di attaccare. Il confronto mediano singolo o doppio mediano mette le due soluzioni a confronto.

Che differenza c'è tra doppio mediano e doppio pivot?

Nessuna nella sostanza. «Doppio pivot» è il calco dello spagnolo doble pivote ed è entrato nel linguaggio tattico italiano; «doppio mediano» è l'espressione italiana tradizionale. Entrambe indicano la coppia di centrocampisti davanti alla difesa, soprattutto nel 4-2-3-1.

Doppio mediano o mediano unico: cosa cambia?

Con il doppio mediano la squadra protegge meglio la zona davanti alla difesa e ha due appoggi sicuri in costruzione. Con il mediano unico guadagna un uomo in avanti, ma lascia scoperti gli spazi ai lati del vertice basso. È una scelta tra sicurezza e presenza offensiva, non una questione di moduli sulla carta.

Chi formava il doppio mediano dell'Italia campione del mondo nel 2006?

Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso, davanti alla difesa nel 4-4-1-1 di Marcello Lippi. Facevano due mestieri diversi: in costruzione Pirlo si abbassava come vertice basso e dirigeva, Gattuso aggrediva e recuperava palloni. Contro un trequartista pericoloso uno usciva in pressione e l'altro proteggeva il centro. Il doppio mediano funzionava proprio perché non erano simmetrici.

Qual è il rischio principale del doppio mediano?

La doppia uscita: se entrambi i mediani vanno sul portatore, la zona davanti ai centrali resta vuota. Se invece restano tutti e due troppo bassi, la squadra ha pochi uomini oltre la palla e il trequartista resta isolato. Contro un centrocampo a tre, il doppio mediano può trovarsi in inferiorità se il trequartista non rientra ad aiutare.

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Fonti e approfondimenti

  1. Double pivot: football tactics explained — The Coaches' Voice
  2. The 4-2-3-1: football tactics explained — The Coaches' Voice