Moduli e ruoli · Analisi

Difesa a tre: braccetti, quinti e moduli

La difesa a tre è la base di 3-5-2, 3-4-3 e 3-4-2-1. Compiti dei braccetti, rapporto con i quinti e storia in Serie A, da Scala e Zaccheroni a Conte.

3-4-3 con i tre centrali evidenziati e gli esterni avanzati.
Immagine: Touchline Notes

La difesa a tre è una linea difensiva con tre centrali invece di due centrali e due terzini. L'ampiezza arriva dagli esterni a tutta fascia, più avanzati: per questo la stessa squadra è una difesa a tre con la palla e spesso una difesa a cinque senza. È la base del 3-5-2, del 3-4-3 e del 3-4-2-1.

Il numero dei difensori non dice quanto una squadra sia prudente. Per decenni in Italia la difesa a tre è stata vista come la scelta conservativa per eccellenza. Nel 2022 Dario Pergolizzi, sull'Ultimo Uomo, sosteneva il contrario: può essere proprio la molla che permette al resto della squadra di posizionarsi in modo più aggressivo. Tutto dipende da dove giocano i quinti.

Una lunga storia in Serie A

La Serie A ha una lunga storia con questo sistema. Nevio Scala portò il 3-5-2 in Serie A con il Parma dalla stagione 1990/91, dopo il Mondiale del 1986 in cui Carlos Bilardo lo aveva reso famoso con l'Argentina. Alberto Zaccheroni vinse lo scudetto 1999 con il Milan giocando con tre difensori, ma con un 3-4-3 a quattro centrocampisti che lui stesso distingueva dal 3-5-2 più diffuso. Antonio Conte lo ha usato alla Juventus e poi all'Inter, campione d'Italia nel 2020/21 con Milan Skriniar, Stefan de Vrij e Alessandro Bastoni. Gian Piero Gasperini all'Atalanta ne ha fatto la base di un pressing uomo contro uomo su tutto il campo. Simone Inzaghi, sempre all'Inter, ha reso più fluido il 3-5-2 rigido ereditato da Conte.

Il linguaggio si è adeguato. I due centrali laterali si chiamano braccetti, braccetto di destra e di sinistra: un diminutivo che fa pensare alla difesa come a un corpo solo, con due braccia che si allungano e si stringono. Gli esterni sono diventati «i quinti», e quando un quinto sale, il braccetto «scala» per coprire.

Come funziona con e senza palla

Con la palla, la difesa a tre serve soprattutto alla costruzione dal basso. Molte squadre pressano con una o due punte, e tre centrali distribuiti sulla larghezza trovano più facilmente un uomo libero: si può portare palla invece di lanciarla. Secondo l'analisi dell'Ultimo Uomo, l'Inter di Conte usava i tre centrali per attirare il pressing avversario vicino alla propria area e liberare spazio per chi stava davanti. Già in quella squadra il braccetto sinistro Bastoni si sovrapponeva al quinto, anche per linee interne; con Inzaghi le sue avanzate sono diventate un tratto riconoscibile del sistema. L'Atalanta di Gasperini e il Torino di Ivan Juric portavano i braccetti dentro il blocco avversario per creare superiorità numerica.

Senza palla, tre centrali e uno o due centrocampisti davanti formano già una difesa preventiva di tre più uno o tre più due, e questo permette a quinti e attaccanti di spingersi avanti. L'altezza dei quinti decide se la squadra difende a tre o a cinque. Quando un braccetto esce sulla fascia, gli altri due devono scivolare e un centrocampista deve coprire lo spazio interno. Se questi movimenti non arrivano insieme, il numero dei difensori conta poco.

Costi e punti deboli

I costi sono reali. Tre centrali significano un uomo in meno altrove, di solito a centrocampo o sulle fasce. Il canale tra braccetto e quinto è il bersaglio naturale: un'ala che resta alta schiaccia il quinto, e un taglio alle sue spalle trascina il braccetto verso la linea laterale, dove si trova peggio. Se i quinti sono costretti a stare bassi a lungo, il sistema diventa un 5-4-1 passivo.

Quando una difesa a quattro diventa a tre

Molte difese a quattro, inoltre, diventano a tre appena hanno la palla. Il mediano si abbassa tra i centrali, oppure un terzino resta dietro mentre l'altro sale, oppure un terzino invertito entra al centro. Per questo la formazione in grafica prima della partita dice poco. Il centrale di mezzo, poi, non è un libero: di solito difende allineato ai compagni, con riferimenti a zona. Per leggere la struttura, separa sempre la fase di possesso da quella di non possesso e conta quanti giocatori restano dietro la palla quando la squadra attacca.

Molte difese a tre tengono un centrale leggermente più basso a coprire gli altri due, un'eco moderna del libero del catenaccio.

Il modo più offensivo di usare la difesa a tre è il 3-4-3: due quinti danno l'ampiezza e un tridente gioca davanti a due centrocampisti centrali.

La difesa a tre è più difensiva della difesa a quattro?

Non necessariamente. Con i quinti alti mette cinque uomini sulla linea d'attacco e solo tre dietro la palla, più di quanto rischino molte difese a quattro. Con i quinti bassi diventa una difesa a cinque, tra i sistemi più prudenti. Lo stesso modulo copre entrambe le cose: dipende da dove passano la partita i quinti.

Cos'è il braccetto nella difesa a tre?

È ciascuno dei due centrali laterali, a destra e a sinistra del centrale di mezzo. Deve saper difendere in campo aperto, uscire sull'esterno avversario e, sempre più spesso, portare palla o sovrapporsi al quinto. Il nome viene dall'immagine della difesa come un corpo con due braccia.

Quali allenatori hanno usato la difesa a tre in Serie A?

Nevio Scala portò il 3-5-2 in Serie A con il Parma dalla stagione 1990/91. Alberto Zaccheroni vinse lo scudetto 1999 con il Milan con un 3-4-3. Antonio Conte usò la difesa a tre alla Juventus e all'Inter campione nel 2020/21, Gian Piero Gasperini all'Atalanta e Simone Inzaghi all'Inter, dove rese più fluido il sistema.

Qual è il punto debole della difesa a tre?

Tre centrali significano un uomo in meno altrove, di solito a centrocampo o sulle fasce. Il bersaglio naturale è il canale tra braccetto e quinto: un'ala alta schiaccia il quinto e un taglio alle sue spalle trascina il braccetto verso la linea laterale. Se i quinti restano bassi a lungo, la difesa a tre diventa un 5-4-1 passivo.

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Fonti e approfondimenti

  1. The 3-4-3: football tactics explained — The Coaches' Voice
  2. The 3-2-4-1 formation: football tactics explained — The Coaches' Voice
  3. Wing-backs: football tactics explained — The Coaches' Voice