Moduli e ruoli · Analisi
Libero e difensore centrale: l'uomo in più e la linea a zona
Il libero non marca nessuno e copre alle spalle dei compagni, il centrale difende una zona in linea. Tabella, schema, storia italiana da Picchi a Baresi.
Il libero è un difensore senza avversario da marcare, che gioca alle spalle dei compagni per coprirli. Il difensore centrale di una difesa a quattro difende una zona allineato al compagno, e la copertura la dà la linea stessa.
Cambia il sistema attorno a loro. Il libero appartiene alla marcatura a uomo, dove ogni altro difensore segue un attaccante. Il difensore centrale di oggi appartiene alla difesa a zona, dove tutti presidiano uno spazio e nessuno è di scorta.
| Libero | Difensore centrale nella linea a quattro | |
|---|---|---|
| Dove gioca | Dietro il resto della difesa, in posizione centrale e arretrata | Allineato agli altri difensori, uno dei due centrali |
| Compito principale | Coprire alle spalle dei marcatori e chiudere su chi li supera | Difendere la sua zona davanti alla porta e tenere la linea con il compagno |
| Marcatura | Nessuna: è «libero» dalla marcatura | A zona: presidia un'area e passa gli attaccanti al compagno |
| Con la palla | Può uscire palla al piede fino al centrocampo | Primo passatore della costruzione; quello di impostazione conduce anche |
| Accanto a lui | Lo stopper, che marca il centravanti | L'altro centrale e i due terzini |
| Fuorigioco | Quasi impossibile: tiene in gioco gli attaccanti | La linea sale insieme per metterli in fuorigioco |
| Esempi italiani | Armando Picchi, Gaetano Scirea, Franco Baresi fino al 1987 | Baresi e Costacurta nel Milan di Sacchi |
Che cosa fa ciascuno senza palla
Libero vuol dire libero dalla marcatura, ed è proprio quella libertà il senso del ruolo. Nella marcatura a uomo ogni difensore ha un attaccante e lo segue. Se uno perde il duello, l'attaccante va in porta. Il libero è l'assicurazione: resta dietro i marcatori, legge da dove arriva il pericolo e chiude. Wikipedia, alla voce Difensore, lo descrive sollevato dai compiti di marcatura per organizzare il reparto e intervenire in seconda battuta.
Nella difesa a uomo italiana il centro aveva due ruoli opposti. Lo stopper marcava il centravanti avversario. Il libero copriva alle spalle dello stopper e dei terzini. Il Guerin Sportivo, ricordando Armando Picchi, lo chiama l'«ultimo baluardo» dell'Inter: quando il gol sembra fatto, lui arriva con l'intervento che fa ripartire il contropiede.
Il centrale di una difesa a quattro non ha nessuno alle spalle tranne il portiere. Lui e il compagno presidiano ciascuno una zona davanti alla porta e marcano l'attaccante che ci entra. La copertura viene dalla linea, non da un uomo in più. Quando un centrale esce sul centravanti, l'altro e i terzini scivolano per chiudere il buco.
Che cosa fa ciascuno con la palla
Il libero, nessuno lo marca. Quindi può salire palla al piede e avviare l'azione. Gaetano Scirea, alla Juventus dal 1974 al 1988, è il modello italiano: Wikipedia ne ricorda l'eleganza, la lettura del gioco e la partecipazione alla costruzione dei gol. Fu il libero dell'Italia campione del mondo nel 1982, 3-1 alla Germania Ovest in finale, e in carriera non fu mai espulso. Franz Beckenbauer portò la stessa idea in Germania e fu il primo difensore a vincere il Pallone d'oro.
Il centrale moderno ha ereditato gran parte di quel lavoro. In quasi tutte le squadre è il primo passatore: riceve dal portiere e sceglie tra il passaggio corto al mediano, l'apertura sul terzino o la palla oltre la prima linea di pressione. La differenza è che lo fa da una linea in cui deve tornare, mentre il libero non aveva un posto fisso.
Perché il libero è quasi scomparso
L'Ultimo Uomo racconta la svolta attraverso Franco Baresi. Esordisce in Serie A nel 1978 e gioca da libero. Nel 1987 arriva Arrigo Sacchi, che porta al Milan la zona, la difesa in linea a quattro, il pressing organizzato e il fuorigioco coordinato. Baresi diventa difensore centrale, più ancorato alla linea ma sempre aggressivo. Il suo braccio alzato per chiamare il fuorigioco diventa il simbolo di quel Milan, con Paolo Maldini e Mauro Tassotti terzini e Alessandro Costacurta al suo fianco.
Ogni parte di quel sistema lavorava contro il libero:
- La zona tolse il bisogno di un uomo di scorta. Se nessuno insegue un singolo avversario, nessun duello perso apre un buco da riempire.
- Il fuorigioco chiede che tutti i difensori stiano sulla stessa linea. Wikipedia lo dice chiaramente: la posizione arretrata del libero è un ostacolo all'applicazione del fuorigioco.
- Il pressing spinse tutta la squadra in avanti, e la difesa doveva seguirla invece di aspettare.
Sacchi non fu il primo. Wikipedia indica Nils Liedholm come il primo sostenitore della zona in Italia, e ricorda Zdeněk Zeman a Licata e Giovanni Galeone a Pescara. Ma il Milan rese la zona di moda in tutto il calcio italiano. Nel 2023 Enzo Caffarelli, su Treccani, lo registrava così: «Il libero non esiste più, la parola stopper è scomparsa dalla lingua del telecronista».
Dove sopravvivono le idee del libero
Le funzioni non si sono perse, si sono distribuite. Wikipedia scrive che sono confluite nell'azione del centrale difensivo e perfino del portiere.
- Il centrale di mezzo della difesa a tre. In una difesa a tre il centrale di mezzo fa spesso il ruolo più vicino al libero. Per Wikipedia Leonardo Bonucci, «regista difensivo» della Juventus a tre, ha di fatto aggiornato il ruolo del libero.
- Il centrale che imposta. Esce dalla difesa palla al piede come faceva Scirea da libero.
- Il portiere-libero. Coprire lo spazio alle spalle di una linea alta oggi è spesso compito del portiere.
- Il mediano davanti alla difesa. Per Wikipedia, nella zona il libero si è trasformato nel mediano difensivo: davanti alla linea invece che dietro, così il fuorigioco resta possibile.
La sicurezza che il libero dava a una squadra sbilanciata in avanti oggi è collettiva: si chiama difesa preventiva.
In quali moduli giocano
La casa naturale del libero è la difesa a cinque dell'epoca della marcatura a uomo. L'Inter di Helenio Herrera, il catenaccio per eccellenza, vinse la Coppa dei Campioni nel 1964 contro il Real Madrid e nel 1965, 1-0 al Benfica a San Siro sotto la pioggia. Picchi, nato terzino destro, era diventato il libero, con la maglia numero 6, dietro lo stopper Guarneri, Burgnich e Facchetti. Guarda lo schema del 5-3-2 e l'articolo sul modulo 5-3-2, e immagina il difensore di mezzo qualche metro più indietro degli altri.
Il centrale in linea appartiene alle difese a quattro: il 4-4-2 di Sacchi e il 4-3-3 oggi più diffuso. Il 3-5-2 sta a metà: tre centrali sulla stessa linea, con quello di mezzo spesso organizzatore e primo passatore.
Come distinguerli in partita
Guarda la linea difensiva quando gli avversari attaccano. Se un centrale resta sempre qualche metro dietro gli altri, mentre i compagni seguono un attaccante ciascuno, quello è un libero. Se i difensori tengono una linea dritta e scivolano insieme con la palla, sono centrali a zona.
Poi guarda il fuorigioco. Una linea a quattro sale tutta insieme per mettere in fuorigioco gli attaccanti. Una squadra con il libero quasi non ci riesce.
Con la palla, guarda chi esce palla al piede. Un centrale che avanza da una difesa a quattro ha bisogno di un mediano o di un terzino che copra il suo posto.
Quando un allenatore sceglie l'uno o l'altro
Quasi tutti gli allenatori oggi scelgono il centrale a zona. La linea permette la difesa alta, il fuorigioco e il pressing, e non spende un uomo solo per coprire. Il vero libero ha senso solo in una difesa a uomo, e come ruolo fisso è quasi sparito. Chi vuole le qualità di un libero oggi le trova in un centrale di mezzo che imposta in una difesa a tre, o in un portiere capace di uscire alle spalle della linea.
Che differenza c'è tra libero e difensore centrale?
Il libero non ha un avversario diretto e resta dietro gli altri difensori per coprirli. Il difensore centrale di una difesa a quattro difende una zona allineato al compagno, e la linea sale e scende insieme.
Perché il libero non esiste più?
La zona ha tolto il bisogno di un uomo di scorta, e il fuorigioco chiede che tutti i difensori stiano sulla stessa linea. Un libero più arretrato degli altri tiene in gioco gli attaccanti e impedisce alla squadra di difendere alta.
Che differenza c'è tra libero e stopper?
Erano i due centrali della difesa a uomo. Lo stopper marcava il centravanti avversario, il libero non marcava nessuno e copriva alle spalle. Con la zona entrambi i compiti sono passati alla coppia di centrali.
Il centrale di mezzo della difesa a tre è un libero?
Non proprio, perché di solito gioca allineato agli altri due. Spesso però fa quello che faceva il libero in possesso: organizza la linea ed esce palla al piede. Per questo giocatori come Bonucci vengono paragonati al libero.
Fonti e approfondimenti
- Franco Baresi, l'ultimo grande libero — L'Ultimo Uomo
- Armando Picchi, capitano per sempre — Guerin Sportivo
- Difensore (calcio) — Wikipedia
- Zona (calcio) — Wikipedia
- Cronache di calcio — Treccani