Moduli e ruoli · Analisi
Libero: il ruolo nel calcio, da Picchi a Baresi
Il libero copriva alle spalle dei marcatori senza un avversario fisso. Storia del ruolo da Rocco e Picchi a Scirea e Baresi, e chi ne ha preso l'eredità.
Il libero è il difensore che gioca alle spalle della linea senza un avversario da marcare. I compagni prendono ciascuno il proprio uomo, lui interviene su chi li supera. Legge il lancio lungo, chiude la profondità e corregge l'errore del marcatore. Essere libero dalla marcatura non significa avere meno responsabilità: significa averle tutte.
Per una quarantina d'anni è stato il ruolo più italiano del calcio. Oggi, nella sua forma classica, quasi non esiste più. Le ragioni della nascita e quelle della scomparsa raccontano bene come è cambiato il modo di difendere.
Nato dentro la marcatura a uomo
Il libero nasce dentro la marcatura a uomo. Se ogni difensore segue il proprio attaccante per tutto il campo, un duello perso vale un'occasione da gol. Serve un uomo in più dietro, che non abbia nessuno da seguire e possa andare dove si apre il buco. Nereo Rocco fu tra i primi in Italia a costruire la squadra su questa idea, al Padova degli anni Cinquanta, e la portò poi al Milan che vinse la Coppa dei Campioni nel 1963. In quel Milan Cesare Maldini, nato terzino, finì per giocare libero.
La versione più celebre è quella di Helenio Herrera. All'Inter spostò Armando Picchi da terzino destro a libero, con la maglia numero 6, dietro Guarneri, Burgnich e Facchetti. Con Picchi capitano l'Inter vinse la Coppa dei Campioni nel 1964, contro il Real Madrid, e nel 1965, 1-0 al Benfica a San Siro sotto la pioggia. Per molti all'estero quella squadra è ancora sinonimo di catenaccio. In Italia è anche la squadra che ha fissato l'immagine del libero: l'ultimo baluardo, poco appariscente, sempre al posto giusto.
Dal libero che imposta alla zona di Sacchi
Poi il ruolo cambia natura. Gaetano Scirea, alla Juventus dal 1974 al 1988, è un libero con i piedi da centrocampista: legge il gioco, esce palla al piede, imposta. È il libero dell'Italia campione del mondo nel 1982, 3-1 alla Germania Ovest in finale, e in carriera non viene mai espulso. Negli stessi anni Franz Beckenbauer mostra in Germania che il libero è libero anche quando la sua squadra ha il pallone. Nessuno lo marca, quindi può salire fino al centrocampo e oltre. È il primo difensore a vincere il Pallone d'oro.
L'ultimo grande interprete è Franco Baresi. Esordisce in Serie A nel 1978 e gioca libero nel Milan per quasi un decennio. Nel 1987 arriva Arrigo Sacchi e Baresi diventa il centrale di una linea a quattro che difende a zona e sale per mettere in fuorigioco. È il momento in cui il ruolo comincia a morire. Con la zona non serve più un uomo di scorta, perché ogni difensore copre uno spazio e il compagno accanto. Con la linea alta, un giocatore cinque metri più indietro degli altri tiene in gioco tutti gli attaccanti. Con il pressing, la squadra intera si sposta in avanti. Nel 2023 un articolo di Treccani sul linguaggio del calcio lo registrava così: «il libero non esiste più, la parola stopper è scomparsa».
Dove sono finite le sue funzioni
Le funzioni però non sono sparite, sono state distribuite. Spazzare alle spalle di una linea alta è diventato compito del portiere: il portiere-libero alla Manuel Neuer. Uscire dalla difesa palla al piede tocca al centrale che imposta, soprattutto quello in mezzo a una difesa a tre: Leonardo Bonucci è un esempio che torna spesso. Avviare la costruzione dal basso spetta anche al mediano che si abbassa tra i centrali e, nei casi più creativi, al regista. La sicurezza che il libero dava a una squadra sbilanciata in avanti oggi è una questione collettiva: si chiama difesa preventiva.
Per questo il centrale di mezzo di una difesa a tre non è automaticamente un libero. Di solito difende allineato ai compagni, con riferimenti a zona condivisi. Il libero classico stava più indietro e aveva un compito diverso: rimediare. Quando guardi una partita, osserva tre cose. Chi resta dietro quando un compagno esce in anticipo? Chi raccoglie il duello perso? Esiste una marcatura a uomo assegnata? Se le risposte portano sempre allo stesso giocatore, stai vedendo una funzione da libero, anche senza il nome. In un 3-5-2 puoi provare ad arretrare di qualche metro il centrale di mezzo e confrontare la copertura con quella di una linea piatta.
Il libero e i ruoli vicini
Sulla carta il libero era semplicemente uno dei difensori centrali. La guida ai ruoli del calcio spiega la differenza tra una posizione come questa e un'interpretazione come quella del libero: la posizione dice dove parte il giocatore, l'interpretazione che cosa fa da lì.
La versione più offensiva del difensore libero appartenne al calcio totale: nel sistema olandese degli anni Settanta l'ultimo uomo poteva avanzare a centrocampo perché un compagno ne prendeva sempre il posto.
L'antenato difensivo del libero moderno è il libero del catenaccio, il sistema italiano in cui i marcatori a uomo erano coperti da un giocatore libero alle loro spalle.
Il libero è il contrasto più netto con il difensore centrale di oggi, che difende in linea con un compagno invece che alle sue spalle. Il confronto libero o difensore centrale mette i due ruoli faccia a faccia.
L'idea del libero, un difensore in più dietro la linea, è tornata con un'altra maglia: il portiere libero, che esce dall'area per anticipare i palloni lanciati alle spalle di una difesa alta.
Che differenza c'è tra libero e stopper?
Nella difesa a uomo italiana erano i due centrali con compiti opposti. Lo stopper marcava il centravanti avversario, lo seguiva ovunque e ne vinceva i duelli. Il libero non aveva nessuno da marcare e copriva alle spalle dello stopper e dei terzini. Con la difesa a zona entrambe le parole sono uscite dall'uso: oggi si parla semplicemente di centrali.
Esiste ancora il libero nel calcio moderno?
Come ruolo fisso, quasi mai ai massimi livelli: la linea alta e il fuorigioco lo rendono rischioso. Come funzione sì. Il portiere che esce fuori area, il centrale che conduce e la copertura organizzata della difesa preventiva svolgono ognuno una parte di ciò che faceva il libero.
Chi sono stati i liberi più famosi del calcio italiano?
Armando Picchi fu il libero dell'Inter di Helenio Herrera, che vinse la Coppa dei Campioni nel 1964 e nel 1965. Gaetano Scirea, alla Juventus dal 1974 al 1988, fu il libero dell'Italia campione del mondo nel 1982. Franco Baresi giocò libero nel Milan per quasi un decennio. Prima ancora, Cesare Maldini fece il libero nel Milan di Nereo Rocco.
Perché il ruolo del libero è scomparso?
Con la difesa a zona, la linea alta e il pressing il libero classico ha perso senso. Con la zona ogni difensore copre uno spazio e il compagno accanto, quindi non serve un uomo di scorta. Con la linea alta, un giocatore più indietro tiene in gioco gli attaccanti. Il passaggio di Baresi alla linea a quattro di Sacchi nel 1987 segna l'inizio della fine.
Fonti e approfondimenti
- Catenaccio — Wikipedia
- Defender (association football): Sweeper — Wikipedia
- Franz Beckenbauer revolutionized soccer with sweeper role — CNN