Moduli e ruoli · Analisi

Falso nove: il centravanti che lascia vuota l'area

Il falso nove parte da centravanti e viene incontro tra le linee. Da Hidegkuti a Totti con Spalletti, da Messi a Mertens: meccanismo, esempi e contromisure.

La punta del 4-3-3 arretra verso il centrocampo lungo la freccia.
Immagine: Touchline Notes

Il falso nove è un centravanti che, invece di restare a contatto con i difensori centrali, si abbassa nello spazio tra la difesa e il centrocampo avversari. Sulla distinta è la punta; in campo gioca altrove. Il suo valore sta nel dilemma che crea: se un centrale lo segue, si apre un buco alle sue spalle; se nessuno lo segue, riceve libero.

L'Ultimo Uomo, nel suo dizionario tattico, riassume la differenza con un attaccante moderno che si muove molto: il falso nove lascia vuota fin dall'inizio la zona dei centrali, per farla attaccare dopo da altri. Il centravanti moderno invece parte da lì e poi si sposta. È una distinzione utile, perché non ogni punta che viene incontro è un falso nove. In Italia si usa spesso anche lo spagnolo «falso nueve».

Le origini del ruolo

L'idea è molto più vecchia del nome. Matthias Sindelar giocava così nell'Austria degli anni Trenta. L'esempio che tutte le storie citano è Nándor Hidegkuti, centravanti dell'Ungheria degli anni Cinquanta, che si abbassava per attirare fuori posizione il centrale avversario e poi rifinire o attaccare lo spazio.

Totti, Mertens e Messi

Per il pubblico italiano, però, il falso nove ha soprattutto una faccia: quella di Francesco Totti nella Roma di Luciano Spalletti. Nel 2006, con Mirko Vucinic infortunato, Spalletti mise Totti come uomo più avanzato con licenza di arretrare. Lo spazio che lasciava veniva attaccato dai centrocampisti, soprattutto dagli inserimenti di Simone Perrotta. Non era una rinuncia al gol: nella stagione 2006/07 Totti fu capocannoniere della Serie A con 26 reti e vinse la Scarpa d'oro.

Dieci anni dopo il Napoli arrivò allo stesso punto per necessità. L'8 ottobre 2016 Arkadiusz Milik si ruppe il legamento crociato con la Polonia. Maurizio Sarri spostò al centro Dries Mertens, fino ad allora esterno, e lo spazio centrale divenne suo. Mertens chiuse la stagione con 34 gol in 46 partite, dopo gli 11 dell'anno precedente. In entrambi i casi il falso nove nasce da un'assenza e diventa un'idea.

Il riferimento internazionale è Lionel Messi con Pep Guardiola. Il 2 maggio 2009, al Bernabéu, Guardiola lo spostò dalla fascia destra al centro, con l'indicazione di cercare la superiorità con Xavi e Iniesta. Più tardi Roberto Firmino, nel Liverpool di Jürgen Klopp, ne ha dato una versione meno estrema, partendo spesso più largo e collegando centrocampo e attacco.

Come funziona il meccanismo

Il meccanismo ha tre parti. L'arretramento crea superiorità numerica a centrocampo, quindi la squadra tiene palla più facilmente. Lo stesso arretramento svuota il centro dell'attacco, e quello spazio deve attaccarlo qualcun altro: esterni che tagliano dentro o centrocampisti che arrivano in ritardo. Senza quelle corse, un falso nove è solo una squadra senza centravanti. Lo schema tipico è il terzo uomo: palla al falso nove, scarico su un centrocampista, passaggio alle spalle della difesa per il compagno che nessuno ha seguito. E il falso nove riceve fronte alla porta nella zona più pericolosa, la zona 14.

Il giocatore deve avere doti da centrocampista in una posizione da attaccante: controllo sotto pressione, capacità di ricevere a mezzo giro, visione per lanciare chi corre. E deve comunque segnare, perché il ruolo non esonera la squadra dal trovare gol dal suo centravanti. Totti e Messi erano ideali perché sapevano fare entrambe le cose.

Perché il falso nove non è più diffuso

Ci sono motivi per cui non si usa più spesso. Una difesa che non abbocca, tiene la linea e affida il falso nove a un mediano, gli toglie quasi tutto il vantaggio. Un blocco basso compatto non lascia spazio tra le linee in cui abbassarsi. I cross perdono il bersaglio, e manca un riferimento per la palla lunga quando la squadra è pressata. Funziona meglio in un 4-3-3 che già domina il possesso; altrove è più spesso un piano contro un avversario specifico che un sistema.

Il falso nove occupa lo spazio tradizionalmente usato dal trequartista. Per questo le squadre con un falso nove raramente schierano anche un 10 classico: due giocatori vorrebbero la stessa zona.

Il falso nove si capisce meglio accanto al centravanti classico, il numero 9 che resta alto tra i centrali e finalizza le azioni; il falso nove parte da quella posizione e poi la lascia.

Il falso nove si capisce meglio accanto al centravanti che resta tra i difensori centrali: uno svuota il centro, l'altro lo occupa. Il confronto falso nove o centravanti li mette sullo stesso campo.

Che differenza c'è tra falso nove e trequartista?

Cambia il punto di partenza e ciò che lasciano dietro. Il trequartista, per esempio nel 4-2-3-1, gioca alle spalle di una punta, quindi i centrali hanno sempre qualcuno da marcare. Il falso nove è l'uomo più avanzato della distinta: quando scende nella zona del trequartista, i centrali restano a marcare lo spazio. Le zone in cui ricevono possono essere identiche, l'effetto sulla difesa no.

Falso nove e falso nueve sono la stessa cosa?

Sì. «Falso nueve» è l'espressione spagnola, legata alla scuola che ha codificato il ruolo; «falso nove» è la versione italiana. Indicano lo stesso ruolo.

Chi ha giocato da falso nove in Serie A?

L'esempio più noto è Francesco Totti nella Roma di Luciano Spalletti dal 2006: nella stagione 2006/07 fu capocannoniere della Serie A con 26 reti e vinse la Scarpa d'oro. Al Napoli, dopo l'infortunio di Milik, Maurizio Sarri spostò al centro Dries Mertens, che chiuse la stagione con 34 gol in 46 partite giocando da falso nove.

Perché il falso nove non funziona contro tutte le squadre?

Una difesa che non abbocca, tiene la linea e affida il falso nove a un mediano gli toglie quasi tutto il vantaggio. Un blocco basso compatto non lascia spazio tra le linee in cui abbassarsi. I cross perdono il bersaglio e manca un riferimento per la palla lunga. Il falso nove rende meglio in un 4-3-3 che già domina il possesso.

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Fonti e approfondimenti

  1. The false nine: explained — The Coaches' Voice
  2. Forward (association football) — Wikipedia