Moduli e ruoli · Analisi

Trequartista: il numero 10 che gioca tra le linee e inventa l'ultimo passaggio

Il trequartista gioca dietro le punte e crea occasioni. Compiti, fantasista e rifinitore, da Rivera a Baggio e Totti, la staffetta del 1970 e il 4-2-3-1.

Campo da calcio con una squadra disposta nel 4-2-3-1; il trequartista dietro la punta è evidenziato in rosso e lo spazio tra le linee avversarie che occupa è ombreggiato.
Immagine: Touchline Notes

Il trequartista è il centrocampista offensivo che gioca dietro le punte, nello spazio tra il centrocampo e la difesa avversaria. Il suo compito è creare occasioni da gol, con l'ultimo passaggio o con un tiro, e per tradizione indossa il numero 10.

Il nome viene dal campo: la Treccani lo descrive come un giocatore che agisce vicino all'area avversaria, a circa tre quarti del rettangolo di gioco. Fabio Barcellona, nel «Dizionario tattico» dell'Ultimo Uomo, lo colloca nella terra di mezzo tra centrocampo e attacco: non proprio centrocampista, non proprio attaccante.

Cosa fa con e senza palla

Con la palla il trequartista:

  • riceve tra le linee, spesso spalle alla porta, e si gira;
  • serve le punte con il filtrante, l'uno-due o il cambio di gioco;
  • tira da fuori e calcia le punizioni. Wikipedia, alla voce Centrocampista, lo dice abile sia nella rifinitura sia nella conclusione, e spesso specialista dei calci piazzati.

La sua zona migliore è il centro appena fuori dall'area, la zona 14, con i corridoi ai lati, i mezzi spazi.

Senza palla il trequartista di oggi pressa. Rivista Undici, già nel 2016, scriveva che il trequartista moderno deve partecipare alla fase difensiva: aggredire la costruzione avversaria o compattare il centrocampo. Di solito sale accanto al centravanti o si mette sul mediano avversario per togliergli il pallone.

Trequartista, fantasista, rifinitore: i nomi del 10

L'italiano ha più parole per questo ruolo, e non sono sinonimi perfetti.

  • Trequartista indica la posizione: dietro le punte, sulla trequarti. È il termine tecnico più usato.
  • Fantasista indica uno stile più che un posto in campo: il giocatore di genio e di fantasia, imprevedibile. Molti fantasisti sono trequartisti, ma Del Piero e Zola, per esempio, sono descritti da Wikipedia come fantasisti che giocavano soprattutto da seconda punta.
  • Rifinitore indica la funzione: chi dà l'ultimo passaggio. Wikipedia ricorda che Del Piero, in una sua stagione, fu il miglior rifinitore del campionato.
  • Mezzapunta è il giocatore a metà tra centrocampo e attacco, spesso usato come sinonimo.
  • Numero 10 è il modo in cui lo chiamano tutti, in campo e in telecronaca.

Nella numerazione classica italiana il 10 andava al giocatore più tecnico e creativo, come spiega la guida ai ruoli del calcio. Dal 1995 in Serie A i numeri sono fissi per la stagione, ma la maglia 10 resta quella del fantasista. Francesco Totti, per esempio, ricevette la 10 della Roma dai compagni a inizio stagione 1997-98.

I tipi di trequartista

Il regista avanzato. È il 10 classico, che organizza il gioco dalla trequarti. Gianni Rivera ne è il modello: Wikipedia lo descrive come un giocatore di fantasia che stava dietro agli attaccanti per metterli in azione. Nel 1969 fu il primo calciatore italiano non oriundo a vincere il Pallone d'oro.

Il «nove e mezzo». Michel Platini definì così Roberto Baggio, a metà tra il centravanti e il centrocampista creativo. Wikipedia scrive che quella natura rese spesso difficile collocarlo tatticamente. Baggio giocò da seconda punta, da trequartista, da attaccante esterno, e vinse il Pallone d'oro nel 1993.

Il trequartista d'inserimento. Non dribbla e non inventa: arriva in area. Luciano Spalletti alla Roma usò Simone Perrotta da trequartista nel 4-2-3-1, alle spalle di Totti, proprio per i suoi inserimenti (vedi il centrocampista box-to-box). L'Ultimo Uomo cita anche la Juventus di Massimiliano Allegri, che sulla trequarti metteva Arturo Vidal o Roberto Pereyra.

Il trequartista che pressa. Undici porta l'esempio di Wesley Sneijder: classico nei principi, ma capace di chiudere più linee di passaggio con il pressing.

Una storia italiana: la staffetta e il dibattito sul 10

In Italia il trequartista è anche una questione politica. Il Mondiale del 1970 in Messico lo dimostra. Sandro Mazzola dell'Inter e Gianni Rivera del Milan erano due numeri 10, e il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi non volle sceglierne uno. Nacque la «staffetta»: di solito Mazzola giocava il primo tempo e Rivera la ripresa.

Anche lo spogliatoio si divise. Secondo Wikipedia, i difensori preferivano Mazzola, che garantiva più copertura; le punte Riva e Boninsegna volevano Rivera, più bravo nella rifinitura. In finale Valcareggi annullò la staffetta e fece entrare Rivera solo all'84'. Il dilemma tra fantasia ed equilibrio è rimasto il cuore del dibattito sul 10.

La staffetta è tornata più volte. Al Mondiale 1998 Cesare Maldini alternò Baggio e Del Piero. Nel 2002, con Giovanni Trapattoni, toccò a Del Piero e Totti: contro il Messico Del Piero entrò al posto di Totti e segnò il gol dell'1-1.

Poi arrivò Arrigo Sacchi. Secondo l'Ultimo Uomo, il suo calcio sembrò cancellare il ruolo: nel 4-4-2 rigido il trequartista non trovava posto. Rivista Undici, nel 2023, parla di un equivoco mai risolto su dove mettere il 10. Carlo Ancelotti, al Parma, rinunciò sia a Zola sia a Baggio. Zola, stanco del ruolo scelto per lui, lasciò il club. Anni dopo lo stesso Ancelotti costruì moduli su misura per un trequartista, il 3-4-1-2 alla Juventus e il 4-3-1-2 al Milan, per Zidane e per Kaká.

Del Piero e Totti, secondo Undici, si adattarono da seconde punte, con Lippi e con Zeman. Totti dal 2006 giocò soprattutto da prima punta, e al Mondiale vinto quell'anno indossò il 10 e servì quattro assist.

Il trequartista nei moduli

  • Nel 4-2-3-1 è il centrale dei tre dietro la punta. Alle spalle ha un doppio mediano che copre i suoi buchi difensivi. È il modulo in cui il 10 classico sopravvive meglio.
  • Nel 4-3-1-2 è il vertice alto del rombo, dietro due punte. L'Ultimo Uomo lo lega all'Empoli di Maurizio Sarri e alla Sampdoria di Marco Giampaolo.
  • Nel 3-4-1-2 gioca dietro due attaccanti, come Zidane nella Juventus di Ancelotti.
  • Nel 4-3-3 il trequartista fisso non c'è. Le sue funzioni passano alle mezzali, alle ali che rientrano e al falso nove, che si abbassa nella zona del 10.

Barcellona riassume così il trequartista moderno: la trequarti è solo il punto di partenza. Mesut Özil si spostava in orizzontale per creare superiorità sulle fasce; Christian Eriksen usava la posizione per recuperare palla.

Come riconoscerlo in partita

Guarda lo spazio tra il centrocampo e la difesa avversaria. Il trequartista è il giocatore che ci compare di continuo, con il corpo già mezzo girato verso la porta. Riceve dal regista o dai difensori con un solo passaggio. Quando la squadra perde palla, controlla se pressa con il centravanti o se si abbassa sul mediano avversario.

Anche i numeri aiutano. Gli assist attesi (xA) misurano la qualità delle occasioni che crea, le azioni da tiro (SCA) contano le giocate che portano a un tiro, e le azioni progressive mostrano quanto spesso porta palla dove fa male.

Cosa fa il trequartista nel calcio?

Il trequartista gioca dietro le punte, tra il centrocampo e la difesa avversaria. Riceve tra le linee e crea occasioni con l'ultimo passaggio, oppure tira. Oggi deve anche pressare la costruzione avversaria quando la squadra perde palla.

Che differenza c'è tra trequartista e fantasista?

Trequartista indica una posizione: dietro le punte, sulla trequarti. Fantasista indica uno stile: il giocatore di genio e di fantasia. Rivera era entrambe le cose, mentre Del Piero e Zola erano fantasisti che giocavano soprattutto da seconda punta.

Perché il trequartista porta il numero 10?

Nella numerazione classica il 10 andava al giocatore più tecnico e creativo della squadra. In Italia è la maglia di Rivera, Baggio, Del Piero e Totti. Oggi il numero lo sceglie il giocatore, ma il 10 resta legato al fantasista.

Cos'era la staffetta tra Mazzola e Rivera?

Al Mondiale del 1970 il ct Ferruccio Valcareggi alternò i due numeri 10: Mazzola giocava di solito il primo tempo, Rivera la ripresa. In finale la staffetta saltò e Rivera entrò solo all'84'.

Il trequartista esiste ancora?

Sì, ma è cambiato. Sopravvive soprattutto nel 4-2-3-1 e nel rombo, e deve pressare. In molti moduli le sue funzioni sono passate a mezzali, ali e falso nove.

Esplora questa posizione sulla lavagna tattica.

Fonti e approfondimenti

  1. Il trequartista — L'Ultimo Uomo
  2. Il trequartista italiano si è estinto o è solo cambiato? — Rivista Undici
  3. Lavagnette: quale destino per il trequartista — Rivista Undici
  4. Gianni Rivera — Wikipedia (it)
  5. trequartista — Treccani