Moduli e ruoli · Analisi

Portiere: l'ultimo difensore e il primo regista della squadra

Il portiere difende la porta, guida la difesa e avvia l'azione con i piedi. Il ruolo in una tabella, uno schema 4-3-3, le regole e i grandi portieri italiani.

Un 4-3-3 su un campo da calcio che attacca verso destra. Il portiere è in rosso, con frecce tratteggiate che partono da lui verso il terzino destro e il terzino sinistro per mostrare il rilancio su entrambi i terzini.
Immagine: Touchline Notes

Il portiere difende la porta della sua squadra ed è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani, ma solo dentro la propria area di rigore. Il suo primo compito è parare, però il portiere moderno comanda anche l'area e avvia l'azione con i piedi.

È l'unico ruolo obbligatorio tra i ruoli del calcio, eppure nei moduli non viene nemmeno contato: un 4-3-3 indica i dieci giocatori di movimento davanti a lui. Nella numerazione classica italiana era il numero 1, e «il numero uno» è ancora un sinonimo di portiere.

Il portiere in sintesi

Dove gioca Dentro e intorno alla propria area di rigore; più avanti se la squadra difende alta
Compito principale Parare i tiri; avviare l'azione come primo passatore
Senza palla Uscite alte e basse, piazza la barriera, guida la linea difensiva
Moduli Tutti; il suo lavoro cambia con la costruzione e con l'altezza della difesa
Numero di maglia Tradizionalmente l'1
Ruoli vicini Portiere libero (sweeper-keeper), difensore centrale, libero
Esempi Gianpiero Combi, Dino Zoff, Walter Zenga, Gianluigi Buffon, Gianluigi Donnarumma, Lev Jašin

Cosa gli permette il regolamento

Lo status speciale del portiere è scritto nelle regole, e quasi tutto riguarda dei limiti. Wikipedia ricorda che solo dal 1912 può usare le mani soltanto nella propria area di rigore; prima poteva farlo in tutta la sua metà campo.

Poi sono arrivate le regole contro le perdite di tempo. Con il pallone tra le mani il portiere non può essere contrastato, quindi in teoria potrebbe tenerlo all'infinito. Nel 1983 gli furono concessi quattro passi, nel 2000 un limite di sei secondi. Dal 2025 il limite è di otto secondi: se lo supera, l'arbitro assegna un calcio d'angolo agli avversari.

La modifica più importante è del 1992. Dopo il Mondiale di Italia 90, dove i retropassaggi al portiere servivano solo a perdere tempo, il portiere non può più prendere con le mani un pallone passato di piede da un compagno. Dal 1997 vale lo stesso per una rimessa laterale battuta da un compagno. Da quel momento il portiere ha dovuto imparare a giocare con i piedi come un difensore.

Cosa fa con la palla

Nella costruzione dal basso il portiere è il primo passatore. Può servire un difensore centrale, un centrocampista che si abbassa o un terzino largo, poi si muove per offrire di nuovo la linea di passaggio.

Il punto tattico è il numero. Il portiere avversario non esce a marcare nessuno, quindi una squadra che usa il proprio portiere in costruzione gioca undici contro dieci nella propria metà campo. Il Foglio, nel 2024, citava l'esempio di Yann Sommer all'Inter di Simone Inzaghi: il portiere usato come uomo in più per eludere il pressing, o per attirarlo e creare spazio alle spalle della prima linea avversaria. Lo stesso articolo nominava Andrea Consigli al Sassuolo tra i portieri abituati a giocare con i piedi anche fuori area.

Il rilancio resta un'arma. Con le mani è più preciso ma arriva meno lontano; con i piedi serve controllo, per non regalare il pallone vicino alla propria porta.

Cosa fa senza palla

Parare è ancora il cuore del mestiere. Le parate sono di due tipi: in presa, bloccando il pallone, e in respinta, allontanandolo dalla porta, meglio se verso l'esterno. Wikipedia nota che con la pioggia la respinta è spesso preferita, perché il pallone bagnato scivola dalle mani.

Il secondo compito è l'area. Le uscite alte servono a prendere o respingere i cross, quelle basse a fermare un attaccante lanciato o a intercettare un passaggio. Sui calci di punizione è il portiere a piazzare la barriera, e durante la partita indica ai difensori i pericoli e coordina marcature e fuorigioco.

Il terzo compito è lo spazio dietro la difesa. Quando la squadra alza la linea, il pallone alle spalle dei centrali diventa il pericolo, e la posizione del portiere sale con la linea. Il portiere che esce dall'area per spazzare questi palloni si chiama portiere libero, o sweeper-keeper: con la difesa a zona ha ereditato una parte del lavoro del vecchio libero.

Il portiere nei moduli

Il portiere gioca in ogni sistema, ma la forma davanti a lui decide come costruisce.

  • Nel 4-3-3 i due centrali si allargano ai lati dell'area, i terzini salgono e il mediano può abbassarsi. Le linee di passaggio del portiere sono i centrali e la palla alzata verso i terzini.
  • Nel 4-2-3-1 il doppio mediano gli offre due centrocampisti davanti ai centrali: il passaggio corto in mezzo può essere la prima scelta.
  • Nel 3-5-2 i tre centrali danno già ampiezza dietro, e in possesso il portiere può diventare il quarto uomo della linea.

Più la squadra difende alta, più campo deve coprire il portiere alle sue spalle. La sua posizione diventa parte della difesa preventiva.

I grandi portieri italiani

L'Italia ha una lunga tradizione di numeri uno. Wikipedia cita Gianpiero Combi tra i primi portieri celebri, insieme a Ricardo Zamora e František Plánička.

Dino Zoff ha vinto il Mondiale del 1982 a 40 anni, da capitano: è il vincitore più anziano della competizione. Detiene il record mondiale di imbattibilità per una nazionale, 1142 minuti consecutivi, e ha giocato 332 partite di fila in Serie A.

Walter Zenga ha il record di imbattibilità in un singolo Mondiale: a Italia 90 la sua porta restò inviolata per 517 minuti, finché Claudio Caniggia segnò nella semifinale con l'Argentina.

Gianluigi Buffon ha il record di imbattibilità in Serie A: 974 minuti con la Juventus nella stagione 2015-2016. Nel 2003 la UEFA lo nominò miglior giocatore della stagione, unico portiere a ricevere quel premio. Con l'Italia ha vinto il Mondiale del 2006.

Gianluigi Donnarumma ha esordito in Serie A con il Milan a 16 anni e 8 mesi ed è diventato campione d'Europa con l'Italia nel 2021.

Fuori dall'Italia, il sovietico Lev Jašin è l'unico portiere ad aver vinto il Pallone d'oro, nel 1963.

C'è anche una parola tutta italiana per l'errore del portiere: la «papera». Wikipedia la fa risalire a Vittorio Faroppa: nel 1912, nella sua unica partita in azzurro, i suoi errori aiutarono la Francia a vincere 4-3. La stampa paragonò le sue incertezze ai movimenti di un palmipede.

Portiere, portiere libero e libero

Il portiere libero non è un ruolo diverso, ma un modo di interpretarlo: parte più alto e lascia l'area per spazzare i palloni lanciati dietro la difesa.

Il libero era un difensore di movimento che giocava dietro i marcatori e copriva le loro spalle. Con la difesa a zona e la linea alta, molta della sua copertura è passata al portiere. Il confronto tra libero e difensore centrale racconta l'altra metà di quel passaggio.

Come leggere il portiere in partita

Guarda dove si piazza il portiere quando la sua squadra attacca: vicino al limite dell'area vuol dire che copre una linea alta. Guarda i rinvii dal fondo: corti al centrale indicano una squadra che costruisce dal basso, lunghi verso le punte una squadra che salta la prima linea. Quando blocca un cross, conta quanto ci mette a rimettere in gioco il pallone. Per le parate, il PSxG confronta la qualità dei tiri subiti con i gol presi.

Quale portiere sceglie un allenatore

La vera scelta è il tipo. Un allenatore che costruisce corto e difende alto ha bisogno di un portiere che passi bene sotto pressione e legga i palloni alle spalle della difesa. Una squadra bassa che rilancia lungo può vivere con un portiere puro, forte tra i pali e padrone dell'area. Il prezzo della prima scelta è il rischio: ogni pallone perso vicino alla porta può diventare un tiro.

Cosa fa il portiere nel calcio?

Il portiere difende la porta: para i tiri, esce sui cross e guida la difesa. Nel calcio di oggi avvia anche l'azione con i piedi, come primo passatore della costruzione dal basso.

Il portiere può prendere con le mani un retropassaggio?

No, se un compagno gli passa il pallone volontariamente di piede o glielo lancia da una rimessa laterale. Può però giocarlo con i piedi, come un difensore. È la regola introdotta nel 1992.

Perché il portiere porta il numero 1?

Nella numerazione classica, dall'1 del portiere all'11 dell'ala sinistra, il portiere era il numero 1. Oggi i numeri sono fissi per la stagione e li sceglie il giocatore, ma «numero uno» resta un sinonimo di portiere.

Che differenza c'è tra portiere e portiere libero?

Il ruolo è lo stesso. Il portiere libero gioca più lontano dalla porta, esce dall'area per spazzare i palloni lanciati dietro la difesa e partecipa di più alla costruzione. Serve soprattutto alle squadre che difendono con la linea alta.

Esplora questa posizione sulla lavagna tattica.

Fonti e approfondimenti

  1. Portiere (calcio) — Wikipedia (it)
  2. Dino Zoff — Wikipedia (it)
  3. Gianluigi Buffon — Wikipedia (it)
  4. In principio fu Higuita. Come sta cambiando il mestiere del portiere — Il Foglio