Moduli e ruoli · Analisi
4-3-3 e 4-2-3-1: lo stesso triangolo di centrocampo, capovolto
Il 4-3-3 ha un vertice basso e due mezzali, il 4-2-3-1 due mediani dietro un trequartista. Tabella, schema e come riconoscerli in partita.
Il 4-3-3 mette un vertice basso dietro due mezzali e due ali ai lati del centravanti. Il 4-2-3-1 capovolge quel triangolo: due mediani dietro un trequartista, con gli esterni una linea più indietro, alla sua altezza.
Tutti e due hanno una difesa a quattro, una sola punta e cinque giocatori in mezzo. Come quei cinque sono disposti decide chi protegge la difesa, chi riceve tra le linee e chi pressa per primo. Gli articoli sul modulo 4-3-3 e sul modulo 4-2-3-1 raccontano ciascun sistema; qui li mettiamo a confronto.
| 4-3-3 | 4-2-3-1 | |
|---|---|---|
| Triangolo di centrocampo | Un vertice basso dietro due mezzali | Due mediani dietro un trequartista |
| Numeri tipici | 6, 8 e 8 (nella numerazione internazionale) | Due mediani, poi il 10 |
| Da dove nasce la creatività | Mezzali che si inseriscono nei mezzi spazi, e ali | Trequartista tra le linee, con gli esterni offensivi |
| Giocatori larghi | Ali alte, alla stessa altezza della punta | Esterni un po' più bassi, spesso a piede invertito |
| Senza palla | Pressano i tre davanti; spesso diventa 4-5-1 o 4-1-4-1 | Di solito 4-4-2 o 4-4-1-1, con il 10 accanto alla punta |
| Rischio di fondo | Lo spazio ai lati del vertice basso | Il vuoto tra i due mediani e i quattro davanti |
| Esempi italiani | Il Napoli di Sarri, l'Italia di Mancini a Euro 2020 | L'Inter di Mourinho del 2009/10, la Juventus di Allegri del 2016/17 |
Il centrocampo: un vertice basso e due mezzali, o due mediani e un trequartista
Nel 4-3-3 il centrocampista più basso è solo. Wikipedia, alla voce 4-3-3, dice che il regista ha una posizione cruciale per l'equilibrio, mentre le mezzali danno sostegno sia in difesa sia in attacco. Davanti al vertice basso le due mezzali giocano ad altezze diverse, offrono linee di passaggio alle spalle della prima pressione avversaria e si inseriscono in area. La creatività è divisa tra loro.
Il 4-2-3-1 la concentra. Il doppio mediano protegge la difesa: per Wikipedia i due devono collaborare sia in interdizione sia in spinta. Così un giocatore, il trequartista, può restare tra il centrocampo e la difesa avversaria, nella zona 14. Nella Roma di Luciano Spalletti quel posto toccava a Simone Perrotta, alle spalle di Francesco Totti, proprio per i suoi inserimenti.
Il compromesso è questo. Il 4-3-3 ha due centrocampisti che arrivano in area e uno che resta. Il 4-2-3-1 ne ha due che restano e uno che riceve: è più sicuro davanti ai centrali, ma si affida a un solo creatore.
Ali o esterni offensivi
Nel 4-3-3 i tre davanti sono attaccanti veri. Le ali partono alla stessa altezza del centravanti. Possono tenere la fascia sul piede naturale e puntare l'uomo, oppure giocare a piede invertito e rientrare per lasciare la corsia al terzino. Wikipedia cita il Napoli di Maurizio Sarri del 2017/18, con José Callejón, Dries Mertens e Lorenzo Insigne. Nell'Italia di Euro 2020, scrive Coaches' Voice, Insigne si accentrava per lasciare la sovrapposizione a Leonardo Spinazzola, mentre a destra Federico Chiesa teneva l'ampiezza.
Nel 4-2-3-1 gli esterni fanno parte della linea dei trequartisti. Spesso giocano sul piede opposto e rientrano per calciare, mentre i terzini si sovrappongono. Partendo più bassi, hanno una corsa più corta per rientrare in un centrocampo a quattro. Nella Juventus di Massimiliano Allegri, scriveva Goal.com nel febbraio 2017, il centravanti Mario Mandzukic doveva occuparsi della corsia sinistra.
Con la palla: la costruzione
Il 4-3-3 costruisce con il suo triangolo. Il vertice basso si abbassa o si offre, le mezzali si scaglionano ad altezze diverse, e la posizione dei terzini decide se la squadra trova l'uomo in più quando l'avversario pressa il centrocampo. Wikipedia avverte che il modulo chiede un considerevole dispendio di energie e molta qualità tecnica in mezzo.
Il 4-2-3-1 ha già due giocatori dietro la palla prima che l'azione cominci. Uno dei mediani può abbassarsi accanto ai centrali, l'altro resta oltre la prima linea di pressione, e i terzini possono salire. Il punto debole è la punta. Wikipedia nota che deve saper favorire gli inserimenti dei compagni più che vivere di palle lunghe, perché, unica punta in campo, rischia di restare isolata.
Senza palla: come pressano
Il 4-3-3 pressa con i tre davanti. Possono indirizzare la costruzione dal basso avversaria verso un lato, ma se vengono saltati l'avversario avanza facilmente. Allora i tre centrocampisti devono scivolare da una parte all'altra per coprire la larghezza, e serve resistenza. Molte squadre con il 4-3-3 abbassano le ali sulla linea del centrocampo e difendono con un 4-1-4-1 o un 4-5-1, lasciando sola la punta.
Il 4-2-3-1 pressa a coppie. Il centravanti parte e il trequartista lo raggiunge, così la squadra difende con un 4-4-2 o un 4-4-1-1. Il doppio mediano copre i buchi tra i tre trequartisti. Il rischio è la distanza: se i mediani stanno troppo bassi, la squadra si spezza in sei che difendono e quattro che attaccano. Se entrambi i terzini sono alti, un cambio di gioco veloce lascia scoperte le fasce.
Come si passa dall'uno all'altro
Basta spostare un centrocampista. Porta avanti un mediano del 4-2-3-1 e abbassa il trequartista, e hai un 4-3-3. Abbassa una mezzala del 4-3-3 accanto al vertice basso e spingi l'altra dietro la punta, e hai un 4-2-3-1. Wikipedia, alla voce 4-2-3-1, dice proprio che durante la partita il modulo può diventare un 4-5-1 o un 4-3-3.
L'Italia di Euro 2020 lo mostra dentro una sola partita. Nel quarto di finale vinto 2-1 contro il Belgio il 2 luglio 2021, Coaches' Voice descrive un 4-3-3 con Jorginho alla base. Marco Verratti scendeva accanto a lui e per qualche istante formava un doppio mediano, mentre Nicolò Barella saliva più alto e più largo.
La Juventus di Allegri lo mostra in una stagione. Secondo 90min, dal 22 gennaio 2017, in casa contro la Lazio, Allegri passò al 4-2-3-1 e lo usò in 21 partite su 30, con 15 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta, la finale di Champions contro il Real Madrid. Davanti alla difesa giocavano Miralem Pjanic e Sami Khedira.
Per l'uomo in più a centrocampo, tre contro due, c'è la nostra analisi del 4-4-2 contro il 4-3-3.
Come riconoscerli in partita
Guarda il centrocampo quando l'avversario ha la palla vicino alla metà campo. Se un giocatore sta da solo davanti ai centrali, con due compagni più avanti e ai suoi lati, è un 4-3-3. Se due stanno affiancati e uno si muove alle spalle della punta, è un 4-2-3-1.
Poi guarda il pressing. Tre attaccanti che saltano insieme sui difensori indicano il 4-3-3. Una punta e un centrocampista che pressano in coppia, con due linee da quattro dietro, fanno pensare al 4-2-3-1. Infine, esterni alla stessa altezza della punta sono ali; alla stessa altezza del trequartista sono esterni offensivi.
Quando un allenatore sceglie l'uno o l'altro
Un allenatore sceglie il 4-3-3 per un centrocampo che sa pressare su tutta la larghezza e due mezzali che sanno sia passare sia inserirsi. Serve un vertice basso capace di coprire tanto campo da solo. Wikipedia ricorda che in Italia lo introdusse Zdeněk Zeman al Foggia negli anni Novanta, e che dagli anni Dieci è il modulo più diffuso ad altissimo livello.
Sceglie il 4-2-3-1 per proteggere la difesa, per un giocatore che rende al meglio tra le linee e per una squadra che difende più comoda con un 4-4-2. Wikipedia mette tra chi lo ha usato con successo l'Inter di José Mourinho del triplete 2009/10 e il Bayern di Jupp Heynckes del 2012/13.
Confronta gli schemi numerati del 4-3-3 e del 4-2-3-1, con posizioni e numeri di maglia.
Il 4-2-3-1 è più difensivo del 4-3-3?
Di solito è più sicuro davanti ai centrali, perché due centrocampisti tengono la posizione invece di uno. Non per questo è un modulo difensivo: trequartista ed esterni offensivi gli danno quattro attaccanti, e sono le consegne dell'allenatore a decidere quanto alta gioca la squadra.
Un 4-3-3 può diventare 4-2-3-1 durante la partita?
Sì, succede di continuo. Se una mezzala si abbassa accanto al vertice basso e l'altra sale dietro la punta, la forma è un 4-2-3-1. Il cambio di solito aggiunge protezione davanti alla difesa e dà più libertà a un giocatore tra le linee.
Che differenza c'è tra ala ed esterno offensivo?
L'ala del 4-3-3 parte alta, all'altezza della punta, ed è soprattutto un attaccante. L'esterno offensivo del 4-2-3-1 parte un po' più basso, all'altezza del trequartista, e spesso rientra dal piede opposto. Ha anche una corsa più corta per formare il centrocampo a quattro.
Quale modulo è migliore per il pressing?
Tutti e due, in modo diverso. Il 4-3-3 pressa con tre attaccanti e chiede al centrocampo di scivolare velocemente dietro di loro. Il 4-2-3-1 pressa con la coppia punta-trequartista, sostenuta da due linee da quattro: una struttura più semplice da organizzare.
Fonti e approfondimenti
- 4-3-3 — Wikipedia
- 4-2-3-1 — Wikipedia
- Belgium 1 Italy 2: Euro 2020 tactical analysis — Coaches' Voice
- Juventus, il bilancio di Allegri con il 4-2-3-1 — 90min
- Da Mandzukic al centrocampo: Juventus col 4-2-3-1 è un'altra musica — Goal.com