Moduli e ruoli · Analisi

Modulo 4-1-4-1: il mediano frangiflutti e le due linee da quattro

Il 4-1-4-1 schiera quattro difensori, un mediano, una linea di quattro e una punta. Come difende, come pressa e quando diventa 4-3-3 o 4-5-1.

Schema di un 4-1-4-1 in campo: una difesa a quattro, un solo mediano evidenziato in rosso davanti a essa, una linea di quattro centrocampisti e una punta.
Immagine: Touchline Notes

Il 4-1-4-1 è un modulo con quattro difensori, un solo mediano davanti a loro, una linea di quattro centrocampisti e una punta. È il 4-3-3 visto in fase di non possesso: le ali si abbassano accanto alle mezzali e la squadra si chiude in due linee da quattro.

Gli undici ruoli sono gli stessi del 4-3-3. Cambia l'altezza degli esterni. Nel 4-3-3 partono alti, vicino al centravanti; nel 4-1-4-1 partono sulla linea delle mezzali. Per questo Wikipedia in italiano lo descrive come la diretta evoluzione del 4-3-3, nato in Europa nella seconda metà degli anni Duemila. Coaches' Voice racconta la stessa origine dall'altra parte: quando il 4-3-3 è diventato il modulo d'attacco preferito, abbassare le ali in fase difensiva ha prodotto il 4-1-4-1.

Il modulo ruolo per ruolo

La difesa a quattro. Due difensori centrali e due terzini. Il loro lavoro è più semplice che in altri sistemi, perché lo spazio davanti a loro è già occupato. I centrali possono pensare soprattutto alla profondità. Secondo la voce di Wikipedia, i terzini restano spesso bloccati: le sovrapposizioni sono affidate ai giocatori della linea di quattro.

Il mediano. È il numero 1 in mezzo al nome, il giocatore solo tra le due linee. Wikipedia lo chiama frangiflutti e chiede un centrocampista di qualità e quantità: un interditore che recupera palloni ma sa anche organizzare. Coaches' Voice elenca i suoi compiti in cinque verbi: schermare, coprire, duellare, intercettare, proteggere lo spazio davanti ai centrali. È il mediano nella sua forma più pura.

Le due mezzali. Sono i due interni della linea di quattro. In fase difensiva aiutano il mediano e la squadra difende con tre centrocampisti centrali. In fase offensiva si inseriscono, spesso all'interno degli esterni. Sono mezzali che devono correre molto, vicine al profilo del centrocampista box-to-box.

I due esterni. Sono loro a decidere che modulo stai guardando. Partono più bassi di un'ala nel tridente, si stringono quando la palla è lontana e seguono le sovrapposizioni del terzino avversario. Quando la squadra recupera palla salgono e tornano ali.

La punta. Il centravanti è spesso solo contro due difensori. Wikipedia insiste su una prima punta capace di far salire la squadra e di giocare spalle alla porta, per lanciare gli inserimenti dei quattro alle sue spalle. Per tutti i ruoli c'è la nostra guida ai ruoli del calcio.

Due modi di difendere: Sarri e Thiago Motta

La Serie A recente offre il confronto migliore. Lo stesso disegno può nascondere due idee di difesa opposte.

La Lazio di Maurizio Sarri, nella stagione 2022/23, si schierava con un 4-1-4-1 in blocco medio contro la prima costruzione avversaria. Marco Lai, sull'Ultimo Uomo, la descriveva come una difesa puramente a zona. La punta restava centrale per togliere la linea di passaggio verso il vertice basso avversario. La mezzala del lato palla usciva sul centrale in possesso e lo spingeva verso la fascia, dove l'esterno copriva il terzino pronto a pressare. Il mediano restava a protezione della linea difensiva.

Il Bologna di Thiago Motta, nel 2023/24, partiva dallo stesso 4-1-4-1 con un obiettivo diverso: chiudere il centro e poi recuperare palla il più in alto possibile. Secondo l'analisi di Emanuele Mongiardo, le linee si sfaldavano appena partivano le scalate sull'uomo. Contro una difesa a quattro le ali andavano sui terzini e una mezzala si alzava accanto a Zirkzee per pressare i centrali in parità numerica. Il mediano Freuler poteva finire sulla linea dei difensori per seguire il trequartista avversario.

Il confronto spiega perché il modulo da solo dice poco. Sarri difende a zona, Motta con riferimenti individuali. Il numero sulla grafica è identico.

Come attacca

Raramente una squadra attacca a lungo nel 4-1-4-1. Quando tiene palla, gli esterni salgono e il modulo torna 4-3-3. Il primo compito della punta è proteggere il pallone il tempo necessario perché succeda.

In transizione gli esterni sono il primo sbocco. Partendo bassi, devono portare palla in conduzione invece di riceverla già alti. I terzini arrivano prima in appoggio e sulla fascia nascono più combinazioni rispetto a un tridente già schiacciato in avanti.

Il mediano può anche scendere tra i centrali in costruzione. Le mezzali scelgono allora se avvicinarsi al pallone o attaccare la profondità. Una delle due può salire fino quasi a fare il trequartista.

Chi lo ha usato

Wikipedia cita il Brasile di Tite tra il 2018 e il 2019, vincitore della Copa América 2019. Fernandinho era il mediano basso, Neymar e Willian (o Coutinho) gli esterni che aiutavano Gabriel Jesus.

Tra gli allenatori italiani, Carlo Ancelotti ha usato il 4-1-4-1 al Real Madrid. Secondo Coaches' Voice, dopo il ritorno del 2021 il suo 4-3-3 si è trasformato in 4-1-4-1 grazie a centrocampisti versatili come Modrić, Kroos e Valverde. In Europa, soprattutto, il Real ha vinto molte partite di ripartenza o difendendo compatto appena dentro la propria metà campo. La stessa fonte ricorda il Liverpool di Klopp, che lo usava per difendere appena dentro la metà campo avversaria invece di arretrare in un blocco basso.

Punti di forza e debolezze

La forza è la compattezza centrale. Con il mediano tra le linee, la zona davanti ai difensori è già coperta. Le due linee da quattro restano corte e il modulo cambia forma con un solo movimento: esterni alti per il 4-3-3, mediano in linea per il 4-5-1, oppure due mezzali che si riorganizzano in un 4-2-3-1.

C'è anche una lettura offensiva. Wikipedia lo definisce un modulo molto offensivo, perché quattro giocatori tra le linee permettono un pressing alto. Il Bologna di Motta ne è la prova.

I limiti nascono dalla stessa scelta. Dopo il recupero la squadra è lontana dalla porta. Gli esterni spendono energie in ripiegamento e ne hanno meno per la ripartenza. La punta resta isolata sui lanci lunghi. E il mediano copre da solo una zona larga: due avversari ai suoi lati lo costringono a scegliere.

Come riconoscerlo e come affrontarlo

Guarda la squadra quando non ha la palla. Conta le linee: quattro difensori, un giocatore da solo davanti, quattro allineati, una punta. Se il mediano sale sulla linea delle mezzali, è un 4-5-1. Se gli esterni restano alti accanto al centravanti, è un 4-3-3.

Per affrontarlo, riaggredisci subito dopo la perdita: una squadra bassa deve uscire sotto pressione, e il gegenpressing la punisce. Tieni alti i terzini per schiacciare gli esterni e togliere loro la ripartenza. Metti due giocatori ai lati del mediano. Lavora nei mezzi spazi, dove una mezzala deve uscire e lascia un buco.

Che differenza c'è tra 4-1-4-1 e 4-3-3?

I ruoli sono gli stessi: quattro difensori, un mediano, due mezzali, due esterni e una punta. Nel 4-3-3 gli esterni partono alti, accanto al centravanti. Nel 4-1-4-1 partono bassi, sulla linea delle mezzali. Molte squadre attaccano col primo e difendono col secondo.

Il 4-1-4-1 è uguale al 4-5-1?

Non proprio. Nel 4-1-4-1 il mediano resta da solo tra difesa e centrocampo. Nel 4-5-1 sale e forma con gli altri una linea piatta di cinque. La stessa squadra può passare da uno all'altro nella stessa partita.

Il 4-1-4-1 è un modulo difensivo?

Dipende dall'altezza. In blocco medio, come la Lazio di Sarri, è una struttura prudente e compatta. Con pressing sull'uomo, come il Bologna di Thiago Motta, diventa un modo per recuperare palla in alto.

Che cosa fa il mediano nel 4-1-4-1?

Protegge lo spazio tra la difesa e la linea di quattro. Scherma i passaggi centrali, copre i compagni che escono, vince i duelli e intercetta. In costruzione può abbassarsi tra i centrali per far partire l'azione.

Esplora questa posizione sulla lavagna tattica.

Fonti e approfondimenti

  1. 4-1-4-1 — Wikipedia
  2. The 4-1-4-1 formation: football tactics explained — The Coaches' Voice
  3. Il segreto di Sarri è sempre la fase difensiva — Ultimo Uomo
  4. Il vero segreto del Bologna è la fase difensiva — Ultimo Uomo