Moduli e ruoli · Analisi

Modulo 3-4-3: tre punte, quattro a centrocampo e la lezione di Zaccheroni

Il 3-4-3 schiera tre centrali, due quinti, due mediani e tre attaccanti. Come attacca, come pressa, da Zaccheroni a Conte e come si affronta.

Schema di un 3-4-3 in campo: tre difensori centrali, due esterni a tutta fascia e due centrocampisti centrali, con il tridente d'attacco evidenziato in rosso.
Immagine: Touchline Notes

Il 3-4-3 è un modulo con tre difensori centrali, quattro centrocampisti e tre attaccanti. I quattro sono due esterni a tutta fascia e due centrali: con i quinti alti attacca in cinque, senza palla diventa un 5-4-1 o un 5-2-3.

È il membro più offensivo della famiglia della difesa a tre. Il 3-5-2 tiene un terzo centrocampista e due punte; il 3-4-3 rinuncia a quel centrocampista per avere un attaccante in più. Alberto Zaccheroni, che con questo modulo ha vinto uno scudetto, ci teneva a separare le due cose. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ripresa da Sky Sport nel 2017, spiegò che il suo non era il 3-5-2 che circolava altrove, ma un sistema con quattro centrocampisti.

Il modulo ruolo per ruolo

I tre centrali. Un centrale di mezzo e due braccetti. Wikipedia in italiano ricorda che il centrale può fare da stopper o da libero e talvolta costruire il gioco come un regista arretrato. I due laterali marcano, portano palla in mezzo al campo e, quando il quinto stringe, si sovrappongono. Sono difensori centrali con più campo da coprire in orizzontale.

I due quinti. Gli esterni a tutta fascia sono gli unici responsabili dell'ampiezza sul loro lato. In attacco tengono la linea laterale e arrivano sul secondo palo. Senza palla diventano il quarto e il quinto difensore.

I due mediani. Una coppia centrale, cioè un doppio mediano. Ricevono dai centrali, cambiano gioco da un quinto all'altro e servono gli attaccanti. Senza palla sono l'unica protezione centrale davanti alla difesa: Wikipedia parla di un ruolo da filtro.

Il tridente. Ci sono due versioni. In quella stretta, spesso scritta 3-4-2-1, due trequartisti giocano nei mezzi spazi alle spalle di un centravanti. In quella larga due attaccanti esterni stanno sulla stessa linea della punta. Può esserci anche un falso nove che viene incontro e trascina fuori un centrale.

L'Udinese di Zaccheroni: un modulo nato in dieci

La storia italiana del 3-4-3 moderno comincia a Torino il 13 aprile 1997. Fabio Barcellona l'ha ricostruita sull'Ultimo Uomo. L'Udinese gioca col 4-4-2, ma dopo tre minuti il terzino Genaux viene espulso. Zaccheroni non toglie un attaccante: mette Gargo in difesa accanto a Pierini e Calori e disegna una linea a tre. In dieci, l'Udinese vince 3-0 sul campo della Juventus.

Da lì il tecnico passa al 3-4-3. Nella stagione 1997/98 la squadra schiera Bertotto, Calori e Pierini dietro, Giannichedda e Walem in mediana, Helveg e Bachini sulle fasce, Poggi, Bierhoff e Amoroso davanti. Arriva terza, e Bierhoff vince la classifica dei cannonieri. Le due punte esterne ricevono dentro il campo, mentre l'ampiezza tocca ai due esterni.

L'idea era chiara. Secondo Barcellona, la squadra cercava di restare corta proprio per sostenere le tre punte e liberarle il più possibile dai compiti difensivi.

Nell'estate 1998 Zaccheroni, Bierhoff ed Helveg passano al Milan. Secondo Wikipedia la squadra parte col solito 3-4-3, con Helveg e Ziege sulle fasce e Weah, Bierhoff e Leonardo in attacco. A metà stagione il modulo diventa un 3-4-1-2, con Ambrosini in mediana e Boban dietro le punte. Il Milan vince le ultime sette partite e conquista il sedicesimo scudetto.

Come attacca

Il numero chiave è cinque. Con i quinti alti e tre attaccanti, il 3-4-3 mette un uomo in ogni corridoio verticale contro una difesa a quattro. Qualcosa deve cedere: o il terzino stringe e lascia libero il quinto, o resta largo e apre un buco tra sé e il centrale.

L'Atalanta di Gian Piero Gasperini ha mostrato la versione italiana più riconoscibile. Barcellona, sempre sull'Ultimo Uomo, scriveva nel 2016 che il tecnico aveva più volte dichiarato la sua preferenza per il 3-4-3. Il gioco si sviluppava sulle fasce con un rombo laterale: braccetto, esterno, interno e attaccante esterno. Senza palla, l'Atalanta difendeva con marcature a uomo.

La costruzione parte dai tre centrali. Contro due punte c'è sempre un uomo libero dietro, e i braccetti possono avanzare palla al piede creando superiorità numerica.

Come difende

Senza palla i quinti si abbassano e la difesa diventa a cinque. Wikipedia descrive due varianti. Nella prima il tridente resta alto: cinque difensori, due mediani e tre uomini pronti a pressare, cioè un 5-2-3. Se serve, gli attaccanti esterni rientrano e nasce un 5-4-1 con due linee compatte.

Il pressing funziona bene verso la fascia. Quando la palla arriva sulla linea laterale, il quinto può uscire sul terzino e il braccetto sull'ala, con altri quattro uomini dietro. Tre centrali e due mediani formano anche una difesa preventiva solida contro le ripartenze centrali.

Chi lo ha reso famoso

Wikipedia fa risalire l'origine al Sistema, il WM: in Inghilterra lo usò per primo l'Arsenal degli anni Trenta, in Italia il Genoa. Il 3-4-3 moderno, invece, deriva dal calcio totale olandese. Il Barcellona di Johan Cruijff vinse quattro campionati spagnoli e una Coppa dei Campioni tra il 1991 e il 1994 con il 3-4-3. Era la scuola olandese-catalana che Barcellona descrive con il centrocampo a rombo e due ali vere: un modulo molto diverso da quello con i quinti.

Nel calcio recente l'elenco è lungo. Antonio Conte ha vinto la Premier League 2016/17 con il Chelsea in 3-4-3. Thomas Tuchel, sempre al Chelsea, ha vinto la Champions League 2020/21. L'Eintracht Francoforte di Oliver Glasner ha vinto l'Europa League 2021/22.

Punti di forza e debolezze

La forza è l'equilibrio. Cinque uomini attaccano mentre tre centrali e due mediani restano dietro la palla. Un tridente stretto può riaggredire subito, perché è già vicino. Le combinazioni sulle fasce allargano qualsiasi difesa a quattro.

Le debolezze stanno negli stessi punti. Tre centrali coprono meno ampiezza di quattro difensori, e il canale tra braccetto e quinto è il bersaglio naturale. Due mediani possono finire in inferiorità contro un centrocampo a tre. E i quinti portano un carico enorme: se si stancano, il 3-4-3 smette di attaccare in cinque e diventa un 5-4-1 passivo.

Come riconoscerlo e come affrontarlo

Guarda le fasce. Se su ogni lato un solo giocatore copre tutta la corsia e i centrali si aprono quando il portiere ha palla, è una difesa a tre. Se in mezzo ci sono solo due centrocampisti e davanti tre attaccanti, è un 3-4-3.

Per batterlo, schiaccia i quinti con un'ala che resta alta. Attacca il canale tra quinto e braccetto per trascinare un centrale verso la linea laterale. Cambia gioco in fretta, perché una linea a tre scivola più lentamente di una a quattro. Un 4-3-3 con ali alte e un centrocampista in più fa tutto questo per costruzione.

Che differenza c'è tra 3-4-3 e 3-5-2?

Entrambi hanno tre centrali e due quinti. Il 3-4-3 ha due centrocampisti centrali e tre attaccanti; il 3-5-2 ne ha tre in mezzo e due punte. Zaccheroni teneva a separarli: il suo, diceva, era un sistema con quattro centrocampisti, non il 3-5-2.

Il 3-4-3 è un modulo difensivo?

Non in possesso. Con i quinti alti attacca in cinque e lascia dietro la palla solo tre centrali e due mediani. Senza palla diventa una difesa a cinque, quindi sa anche difendersi basso.

Con quale modulo il Milan di Zaccheroni ha vinto lo scudetto 1999?

Ha cominciato la stagione con il 3-4-3, con Weah, Bierhoff e Leonardo in attacco. A metà campionato Zaccheroni è passato al 3-4-1-2, con Boban dietro le due punte. Con quell'assetto il Milan ha rimontato la Lazio.

Che cos'è il 3-4-3 a rombo?

È la versione della scuola olandese-catalana, diversa da quella con i quinti. Secondo l'Ultimo Uomo aveva il centrocampo a rombo e due ali vere sulle fasce. L'Ajax di Van Gaal la portò a due finali di Champions League, vincendo quella contro il Milan.

Esplora questa posizione sulla lavagna tattica.

Fonti e approfondimenti

  1. 3-4-3 — Wikipedia
  2. Come giocava l'Udinese di Zaccheroni — Ultimo Uomo
  3. Zaccheroni e la difesa a 3: i consigli per il Milan di Montella — Sky Sport
  4. Milan Associazione Calcio 1998-1999 — Wikipedia
  5. Prospettiva Gasperini — Ultimo Uomo